Terme Lombardia

Una stele votiva del quarto secolo avanti Cristo rinvenuta a Bormio, in Valtellina, testimonia di come già le popolazioni celtiche riconoscessero
le virtù delle sue acque termali. Anche in età romana le sue nove sorgenti erano note per le loro proprietà medicamentose. Sia Plinio il Vecchio, nel primo secolo dopo Cristo, che Cassiodoro, nel quarto, riferiscono dell’esistenza di un “Hospitium balneorum”, letteralmente di un albergo dei bagni, per accogliere quanti volevano curarsi con le acque. La rinomanza delle terme di Bormio sopravvisse alla caduta di Roma, tanto che persino Carlo Magno, nel 775, le frequentò. Anche le terme di Salice, presso Voghera, erano note fino dal secondo secolo dopo Cristo. Il nome della località deriva dal latino “Locum Salis”, che allude senza dubbio alla ricchezza salina delle sue sorgenti.

Esse, infatti, prendono origine dalle profonde falde acquifere salmastre, residuo di depositi di acqua marina rimasta imprigionata nella terra nel corso del processo geologico di formazione della Pianura padana, come è comprovato dalla consistente presenza di conchiglie nei sedimenti sabbiosi. È grazie a questa loro condizione che le acque di Salice sono ricchissime di preziosi minerali.

L’acqua che sgorga calda dalle fenditure della roccia esalando vapori ispirò nei Greci antichi un atteggiamento di timore reverenziale. Poiché
nell’esperienza comune l’acqua segue un percorso che la conduce dall’alto verso il basso, secondo quello che appare come un ordine
naturale, l’acqua termale, che inequivocabilmente risale in superficie dalle viscere profonde della terra, sembra obbedire a leggi diverse da
quelle che governano l’ordine delle cose.

Per i Greci il mondo sotterraneo è segnato da una costante ambivalenza: il seme sepolto che simboleggia la morte e la primavera che sempre torna. L’acqua termale, che giunge da quel mondo in cui l’oscurità si combina con le forze vitali, è connessa con l’origine misteriosa
e ambigua del vaticinio. Le fonti classiche attribuiscono sempre alle stanze degli oracoli la presenza di sorgenti che emettono vapori in
grado di provocare lo stato alterato di coscienza in cui essi danno i loro responsi.

I Romani ereditarono il complesso dei miti greci ma la loro cultura, più propensa a un’attitudine pratica e al valore della salute fisica, diede alle terme una valenza del tutto positiva. Del resto con il nome “terme” i Romani indicavano non già le sorgenti termali, bensì i loro bagni
pubblici, di cui l’odierno hammam musulmano continua la tradizione, presso i quali essi si recavano quotidianamente.

Nell’assenza di contrapposizione tra corpo e spirito, il benessere fisico e la salute erano vissuti presso i Romani come un valore
in sé. E Milano?

E allora perché continuare a sognare? La Natura ci mette a disposizione uno strumento antico e meraviglioso per farci star bene dentro e fuori: l'acqua! Ne siamo composti al 60%, sappiamo che non ci possono essere forme di vita senz'acqua e uno dei nostri bisogni primari è bere, per non parlare del significato simbolico che essa assume in tutte le culture e religioni: insomma, l'acqua è scientificamente e psicologicamente un elemento vitale!

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