Acque Termali Acqui Terme
Acque Termali Acqui Terme
In questo lungo periodo, essa è penetrata lentamente nel sottosuolo fino ad arrestarsi, probabilmente su di un basamento mesozoico di rocce ofiolitiche carbonatiche evaporitiche, a notevoli profondità, tra i 2.500 e i 3.000 metri, dove, in rapporto al cosiddetto gradiente geotermico, per il quale si riscontra un aumento della temperatura di 1°C ogni 33 metri di discesa, ha assunto l’elevatissimo calore che contraddistingue la "Bollente" (73°C circa) e, in parte le sorgenti "Del lago".
La presenza di un sistema di faglie, ossia di spiccate fenditure nella crosta terreste del territorio acquese, ha poi favorito, soprattutto nel caso della "Bollente", una rapida e incontaminata risalita della suddetta acqua e, quindi, il mantenimento della temperatura assunta nelle profondità del suolo.
Nel suo annoso viaggio l’acqua dell’Appennino è giunta in contatto con importanti strutture geologiche e, grazie a interazioni chimiche, ha assunto la composizione minerale che la caratterizza. Al pari di altre acque termali che sgorgano nella valle del Po, ai piedi delle propaggini appenniniche, anche la "Bollente", le "Sorgenti del lago" e l’"Acqua marcia" hanno attraversato i relitti sotterranei di quel grande mare che già in epoca Secondaria (Mesozoico), cioè milioni di anni fa, occupava le basse terre dell’Italia settentrionale e, significativamente, ne hanno portato con loro il ricordo nella particolare ricchezza di cloruro di sodio, di bromo e di jodio.
Per alto modo l’attacco chimico portato dalla nostra acqua in presenza di anidride carbonica a depositi gessosi contenuti sul fondo del serbatoio, spiega la consistente presenza di solfati nelle sorgenti "Bollente" e "Del lago" e, indirettamente, l’elevata percentuale di sulfuri dell’"Acqua marcia". Infatti, l'"Acqua marcia", ricca di sulfuri, ma fredda (circa 19° C), pur provenendo dallo stesso serbatoio primario della "Bollente" non sgorga direttamente in superficie, ma seguendo un proprio tragitto sotterraneo perviene ad un serbatoio secondario posto a meno di 1.000 metri di profondità, dove perde temperatura e in virtù dell’azione di solfobatteri trasforma gli originari solfati in solfuri.
I suddetti e altri costituenti chimici che caratterizzano la "Bollente" e l’"Acqua marcia", cioè le due sorgenti termali acquesi attualmente utilizzate terapeuticamente – l’"Acqua marcia" solo per trattamenti idropinici non convenzionati con il S.S.N. – come appartenenti, seppur in percentuali chimiche diverse, alla classe delle acque sulfureo-salsobromojodiche, unitamente ad alcuni dati chimico-fisici, sono qui pubblicati nell’estratto che alleghiamo al fondo di queste poche note.






